Conosci la vera storia delle civette?
Quella che ti racconto è stata tramandata dalle Fate, di generazione in generazione ed è arrivata fino a me.
Si narra che nel tempo antico, le Civette fossero molto intelligenti, più dei cugini Gufi, ma in un Autunno più cupo degli altri successe un fatto strano.
Brisee, l’ammaliatrice, era solita tutte le mattine a dare lezioni di buone maniere alle Civette in età da marito, erano davvero molto diligenti e ben educate, imparavano il rammendo e a tener di conto, sapevano preparare deliziosi manicaretti e ad accudire la famiglia.
Olivia, era assolutamente diversa dalle altre, aveva tutt’altra intenzione, lei voleva studiare e diventare Dottore per salvare le piume a tutti.
“Uno scandalo per la nostra comunità” dissero spettegolando le civette del Paese, ma Olivia non dava retta a quelle chiacchiere e diceva fra sé e sé :”Il tempo mi darà ragione!!“.
Una mattina però , ella decise di presentarsi a lezione per conoscere qualcuna con cui parlare e condividere il suo sogno, sarebbe stato così bello per lei avere delle amiche, ma la reazione di tutte le presenti fu inaspettata, iniziarono subito un cattivo chiacchiericcio sopra al ramo.
Sala Min, una civetta nativa delle fronde lontane , iniziò a sollevare dei dubbi :”Ho come l’impressione che sia venuta a darci fastidio, sento nelle piume qualcosa che non va..” e, rincarando la dose, con fare snob, continuò: ” Non possiamo tollerare la presenza di chi è così diverso da noi!“.
Eppure, a guardarle erano tutte uguali, gli stessi occhi color Pepe Nero, lo stesso portamento regale, le piume lustrate a dovere, ma la profonda diversità era dentro di loro. Olivia rimase al proprio posto, ignorando i commenti, ma le altre civette prese dalla propria vanità iniziarono ad andar fuori di matto e dissero alla loro insegnante : “Dunque, avrà capito che ci sentiamo tutte quante in difficoltà, non continueremo la lezione fino a quando Olivia non avrà lasciato l’aula“.
La povera civetta ormai affranta, fu costretta ad andarsene, fra gli applausi delle sue compagne.
Appena uscita però, la Fata Prezzemolina le si avvicinò e cercò di consolarla :”Vedi, mia cara, le civette sono strane, abbiamo dato loro il dono della sapienza, ma non ne hanno fatto buon uso. Per noi è fondamentale che le diversità non siano causa di conflitto, ma di conoscenza reciproca ed era l’unica regola da rispettare che avevamo chiesto in cambio del dono. Ora che questo equilibrio è venuto a mancare, anche il regalo della sapienza verrà meno“.
Olivia la guardò spaventata, pensava a quanto lo studio e il conoscere per lei fosse importante e chiese alla Fata :”Dunque, anche io perderò la mia sapienza? Volevo così tanto fare il Dottore!!”, ma lei, benevola, le sorrise. “Tu non perderai ciò che hai con fatica desiderato ed ottenuto, quello che hai imparato è frutto del tuo lavoro e della volontà e perciò rimarrà tuo“.
Detto questo, una nuvola di scintille piovve sulle teste di tutte le Civette togliendo loro il dono, tranne ad una, colei che aveva avuto la forza di essere ciò che desiderava davvero senza mai calpestare le piume degli altri.
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Qui sotto trovi gli ingredienti e i passaggi per rifare e gustare Olivia e le sue “amiche” civette.
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Credits
Ricetta e foto di Daniela Arezzo
Fiaba di Elena Bellarte
Redazione e grafica Silvia Grassini


