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Il Sogno di Natale – quarta parte

Eccoci arrivati alla quarta ed ultima parte del racconto di Natale uscito dalla penna di Roxy e accompagnato dalle creazioni delle Food Artist. Questo racconto vuol essere un augurio e una speranza di poter trascorrere qualche momento di gioia e leggerezza in questo strano periodo natalizio che ci attende. Sono i nostri speciali Auguri di Buone Feste!!

Lucia era assorta ad osservare tutto il movimento all’interno della casa e nemmeno si rese conto di avere alle sue spalle una esile figura evanescente. Questa emise un soffio caldo per attirare la sua attenzione e la ragazzina fece un balzo indietro, spaventata.

Lo Spirito, con un cenno del braccio, la invitò ad entrare: tutti improvvisamente si voltarono ad osservarla e tacquero.
Santo cielo! Era nei guai?

Elfo, si staccò dal gruppo, si tolse il pince-nez e con le mani dietro la schiena si fermò a pochi passi da lei per osservarla, dondolando su quelle strane scarpe con la punta ricurva. Il dialogo tra Lucia e Elfo non aveva bisogno di parole. Egli sapeva cosa stava cercando: sentiva che il cuore della ragazzina era pieno di domande senza risposta e aveva ben chiaro come avrebbe potuto aiutarla. Elfo si rendeva conto di dover conquistare la fiducia di Lucia o tutto sarebbe stato sprecato. Pertanto… quale migliore occasione per svelare i segreti di quella casa?

La presentò quindi al suo operoso team e man mano che venivano sbrigati i convenevoli, il lavoro riprendeva frenetico: milioni di letterine piovevano da un enorme imbuto posto sul soffitto e finivano in grandi carrelli verso l’ufficio postale, cioè… verso l’ufficio del Social XMas Manager (era un tipino permaloso, guai a dirgli che si occupava “solo” della posta de Babbo Natale!).

Dì là a destra, una catena elfica si passava velocemente pacchi e pacchetti che venivano depositati nel magazzino e laggiù vicino alla stalla, c’erano gli elfi che con cronometro alla mano, testavano le renne più scattanti e resistenti nel rennodromo posto in cima alla collina.

Ma la sua attenzione era tutta per il team degli operosi elfi che stavano ormai mettendo a punto la…
La? a cosa servivano quelle macchine?

Elfo alzò la mano verso una leva, la abbassò e una leggera polverina dorata si posò su quegli aggeggi, che cominciarono ad animarsi incastrandosi perfettamente tra loro.
Ma certo!

Era LA FABBRICA DEI GIOCATTOLI DI BABBO NATALE!

Un luogo magico, fatto di grandi macchinari tutti in movimento dai quali usciva ogni sorta di giocattolo.

La cosa buffa è che tutto DOLCE! Il pavimento era interamente ricoperto da biscotti, gli elfi fatti di pera, i lampadari di pandoro e candeline, ovunque andasse lo sguardo, ogni cosa era dolce!

La prima cosa che la colpì fu sicuramente il grande calderone di noce di cocco, dove un mare di cioccolato sobbolliva lentamente per poi essere trasformato in mattoncini ed omini di lego.

Poco distante, due elfi versavano grossi secchi di gelatina colorata in un macchina-panettone dai grandi pulsanti di smarties;

da qui, magicamente uscivano e scorrevano su un lungo nastro trasportatore di brioches e rotelle di liquirizia, giochi ed animaletti in gelatina colorata che poi entravano in un grosso forno. 

Un Elfo non perdeva d’occhio il termostato e convogliava tutti i giocattoli in un grosso baule stracolmo di prelibatezze. 

Sbuffi di fumo dai mille colori inondavano la stanza e un profumo di vaniglia e cannella aleggiava tutt’intorno.

In fondo alla stanza, vicino alla grossa cupola di panettone piena di lecca lecca e candy cane, c’era un grande scaffale fatto di biscotti, sul quale venivano riposti i giocattoli pronti per essere spediti.

Le macchine erano così veloci a sfornare balocchi, che i poveri elfi non ce la facevano a riordinare tutto, così la stanza era invasa da trenini, skateboard, pinocchi, slitte, palle, pacchetti dolci e sacchi di crepes pronti per essere caricati sulla slitta.

A Lucia brillavano gli occhi: chiese di poter fare delle fotografie da mostrare ai suoi genitori, ai cugini, agli zii e gli amici.

Certo… via WhatsApp, quest’anno forse non avrebbero potuto fare quella allegra tavolata e condividere momenti lieti.

Quest’anno il Natale sarebbe stato di sicuro meno gioioso, nessuno del resto aveva voglia di pensare a ciò che NON avrebbero potuto fare.

Improvvisamente Lucia avverti una presenza accanto a sé: era quello strano Spirito che l’aveva tirata via dalla tormenta. Sentì la sua calda presenza e chiuse gli occhi sorridendo. Un improvviso senso di pace le riempi il cuore e una domanda le illuminò il viso: perché continuare a pensare a ciò che forse NON si potrà fare e non si prova a pensare a ciò che invece si può e si deve fare per festeggiare il Natale?

Davvero il Natale è solo una ricorrenza del calendario da celebrare con un pranzo festoso? o non è forse una disposizione d’animo, spirito di collaborazione, generosità, gioia e voglia di fare bene e responsabilmente che ci deve accompagnare tutto l’anno?

Ecco cos’era lo Spirito del Natale: amare la pace e la buona volontà, essere pieni di misericordia, trovare la gioia di donare felicità e di essere gentili gli uni con gli altri, collaborare soprattutto quando la situazione si fa difficile e pesante, smettendola di essere egoisti e pensare solo a ciò che ci fa sentire bene qui e ora, senza preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni.

Il Natale andava costruito, proprio come gli Elfi stavano costruendo la Fabbrica dei giocattoli.

Lucia si svegliò, guardò fuori dalla finestra ed era già quasi buio, le luminarie accese rallegravano la strada. Scosse la testa: che stupido sogno infantile, Elfi che costruivano la fabbrica dei giocattoli.

Prese il cellulare, con il dito pigiò sulla gallery e… quelle foto! Ma come era possibile? Davvero allora esistevano Elfi così creativi da costruire una Fabbrica di giocattoli bella e buona da mettere sotto i denti?

Sembrava proprio di sì! Quindi, lo Spirito del Natale era vivo e vegeto, bastava ascoltarlo e darsi da fare.

Forse non sarebbe ci sarebbe stato il mega pranzo, le risate con i cugini e la battaglia a palle di neve, ma sentiva di poter fare qualcosa di bello per i suoi cari: avrebbe donato il suo tempo leggendo una favola via Skype al piccolo Matteo, per esempio, adesso la tecnologia aiuta a stare vicini anche se ci separano chilometri.

E poi, poi… ma sì, avrebbe fatto dei biscotti di frolla per i nonni e gli zii e papà li avrebbe messi in un cesto da regalare. Quindi avrebbe aiutato la mamma a preparare un buon pranzetto.
Si alzò di scatto tutta felice e scese in cantina a prendere le scatole delle decorazioni.

Sì, sarebbe stato un gran Natale anche quest’anno.

In fondo, basta solo un po’ di fantasia e buona volontà, come quella che mettono i nostri WOWElfi, donandovi lo Spirito del Natale: accoglietelo e distribuitelo!

Buone Feste dalle Food Artist di CucinaWOW!

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Piacere di conoscerti, siamo SilviaTiziana e Sara e formiamo il Team di CucinaWOW.

Abbiamo origini e DNA diversi, ma amiamo con la stessa intensità le cose bellebuone ed etiche… nella vita, sul lavoro ed anche a tavola!

Vogliamo comunicare un nuovo approccio al cibo, una filosofia di pensiero in ambito culinario che coniuga passione per la cucina e creatività capace di guardare al di là della forma, sostenibilità che non tollera gli sprechi e rispetto infinito per il valore del cibo stesso che, prima di tutto, è vita.

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