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Blog CucinaWOW

Le Food Artist si raccontano: Angela Terenzi e il progetto WOW che cucina

In questa inedita intervista Angela Terenzi, food artist di CucinaWOW ci racconta la sua esperienza presso l’Istituto Alberghiero Cipriani di Adria, dove ha svolto un ciclo di laboratori creativi con ragazzi diversamente abili. Pur non volendo e non potendo inoltrarsi in considerazioni sull’eventuale funzione terapeutica di queste attività il risultato è andato al di la di ogni aspettativa. Scopriamolo dalle sue parole...

Ciao Angela,

sono davvero felice che tu abbia deciso di raccontare ai nostri lettori un’altra sfaccettatura di CucinaWOW di cui poco si parla: il lavoro nel campo del sociale

Raccontaci la tua esperienza con i ragazzi dell’Alberghiero di Adria. 

Prima però dicci qualcosa di te…

 

Chi è Angela? 

Dopo la laurea in Economia e Commercio ho avviato la mia attività di Commercialista prima nel basso Lazio, tra Frosinone e Gaeta, per poi spostarmi in Veneto ad Adria.
La mia passione, dopo la partita IVA, è sempre stata la cucina ma è l’incontro con CucinaWOW che mi ha fornito la spinta decisiva verso le attività di preparazione e presentazione dei cibi in maniera non convenzionale.

L’esigenza di avere un piatto bello oltre che buono è anche nella frase “mangiare con gli occhi”: una bella preparazione stimola il gusto e prepara il palato a godere di sapori attesi ed intuiti già con la sola vista.

La cucina creativa entra quindi nella mia vita ed assorbe sempre più tempo tra corsi ed attività dimostrative ma soprattutto mi consente di recuperare un entusiasmo che non ricevevo oramai più dal mio lavoro di Commercialista.

In particolare la mia più grande soddisfazione l’ho avuta dall’attività svolta con gli studenti diversamente abili dell’Istituto Alberghiero “Cipriani” di Adria

che ha ottenuto grande partecipazione ed entusiasmo.

 

Raccontaci in breve il progetto che hai svolto presso l’Alberghiero di Adria.

Il progetto  che ho chiamato “ WOW che cucina!” si è svolto durante l’anno scolastico 2019/2020 ed è stato veramente speciale.

Abbiamo iniziato con laboratori in presenza, dove i ragazzi, affiancati dagli insegnanti di sostegno, hanno lavorato in team, ogni lezione (due ore alla settimana) sceglievo una creazione e ad ognuno di loro assegnavo un elemento da creare per poi assemblarlo alla fine in un’unica creazione.

Poi, il coronavirus ci ha bloccati a casa, ma io non potevo abbandonarli, e così, abbiamo fatto una prova, anche noi, di didattica online.

 

Come hai gestito gli incontri a distanza?

Beh, direi che è stata una grande soddisfazione! Grazie soprattutto alle famiglie che ci hanno sostenuto in questa avventura.

Abbiamo fissato un appuntamento a settimana, i ragazzi lo aspettavano con gioia. In quell’ora trascorsa insieme hanno messo a frutto tutto ciò che avevano appreso a scuola.

Hanno avuto alcune difficoltà perché non avevano a disposizione gli attrezzi, che sono rimasti a scuola, con cui lavorare gli alimenti . Hanno avuto difficoltà a procurarsi gli ingredienti e soprattutto a vedere da un monitor le fasi della lavorazione.

Nonostante questo sono molto soddisfatta e loro sono stati super bravi.

 

Come hanno vissuto i ragazzi gli incontri a distanza? E l’ultimo giorno? Immagino i lacrimoni…

Si, alla chiusura del progetto mi sono emozionata nel vedere le loro lacrime.

Normalmente, quando finisce la scuola sono contenti, ma loro no, erano tristi perché non avrebbero più visto i loro compagni e soprattutto non si sarebbero più divertiti.

Durante questi laboratori i ragazzi si sono sentiti importanti, ognuno di loro ha tirato fuori le proprie capacità, le proprie emozioni, perché in quello l’ora si sentivano liberi di esprimere loro stessi.

 

Quel’è il risultato più importante che è stato raggiunto dal progetto “WOW che cucina”?

Sono state create vere e proprie opere d’arte ma il risultato più importante è stato avere dai ragazzi grande partecipazione collettiva, entusiasmo e insospettabile tecnica manuale nell’uso degli strumenti e nella gestione delle materie prime.

Pur non volendo e non potendo inoltrarsi in considerazioni sull’eventuale funzione terapeutica di queste attività è innegabile che la gioia, la dedizione e, non da ultimo, l’ottima tecnica appresa nei corsi dai ragazzi sono indice di un risultato che è andato al di la di ogni aspettativa.

         

Ci racconti un aneddoto o un momento speciale che ti porti nel cuore?

Non ricordo veri e propri aneddoti, ma la cosa che mi ha fatto gioire durante una lezione è stata vedere una ragazza, minuta e timida, aiutare un suo compagno, alto e robusto, che non riusciva in una cosa.

Quell’incontro di mani mi ha riempito il cuore di gioia. Nel gruppo non esiste un leader ma ognuno aiuta l’altro e insieme creano un orchestra di unicità.

Quando mi dicono tu stai insegnando loro molto, io rispondo che sono loro che ogni volta insegnano a me una lezione di vita, dopo essere stata con loro mi sento più leggera, come se tutti i problemi della mia vita quotidiana sparissero.

Posso solo dire che loro per me sono veramente speciali e sono contenta di averli incontrati.

Come canta Jarabe de Palo:
“Depende, Depende de què depende?
De segun como de mire, todo depende”

E’ stato emozionante vedere nascere da tante mani una “creazione unica”.

Ho vissuto con loro momenti bellissimi di gioia, di difficoltà, di stupore; ma la mia felicità era vedere nei loro occhi il sorriso e quell’espressione: ”WOW, cosa sono riuscito a fare!”.

I ragazzi erano felici ed io con loro.

   

 

Progetti all’orizzonte?

Sperando che si ritorni alla normalità, in presenza sui banchi di scuola, e sperando di avere fondi per poter continuare il progetto, la mia idea è quella di puntare alla vera inclusione di questi ragazzi.

Quindi poter affiancare ad ognuno di loro un proprio compagno normodotato a cui loro insegneranno quello che hanno appreso in questi due anni di cucina creativa.

L’Istituto Alberghiero di Adria fa già molto per l’inclusione di questi ragazzi, ma penso che questa esperienza potrebbe essere veramente un successo.

 

Se i tuoi ragazzi leggessero questa intervista quale messaggio lasceresti per il loro futuro?

Il mondo è fatto di salite, e voi le avete scalate, ma anche di discese, e i vostri lavori parlano da soli, non hanno bisogno di commenti.

Da sempre ho fatto mio un aforisma di Trilussa, che leggevo ogni mattina passando con il treno: “Se insisti e resisti, raggiungi e conquisti”.

Beh, spero di essere riuscita a trasmettere loro che niente è impossibile!

 

Grazie Angela, per averci regalato queste parole di incoraggiamento e speranza.

Sappiamo bene che questo tipo di progetti per essere realizzati hanno bisogno di Enti sostenitori e finanziamenti in grado di sostenere l’attività annuale.

Per ottenere grandi risultati, come ci dici giustamente tu, ci vuole costanza e tenacia. ti auguro che questa esperienza possa essere replicata l’anno prossimo coinvolgendo anche alunni normodotati e possa essere d’esempio per altri Istituti e realtà che operano sul territorio.

Buona estate!

 

Se vuoi saperne di più su Angela leggi la sua storia

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Il team CucinaWOW

Piacere di conoscerti, siamo SilviaTiziana e Sara e formiamo il Team di CucinaWOW.

Abbiamo origini e DNA diversi, ma amiamo con la stessa intensità le cose bellebuone ed etiche… nella vita, sul lavoro ed anche a tavola!

Vogliamo comunicare un nuovo approccio al cibo, una filosofia di pensiero in ambito culinario che coniuga passione per la cucina e creatività capace di guardare al di là della forma, sostenibilità che non tollera gli sprechi e rispetto infinito per il valore del cibo stesso che, prima di tutto, è vita.

Sappiamo di non essere sole nell’abbracciare queste idee e saremo felici se deciderai di accompagnarci in questa avventura! 

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