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Torta tramezzino Cucù

Se hai avuto occasione di visitare i mercatini di Natale tedeschi probabilmente conosci i famosi orologi a cucù della Foresta Nera. Piccoli gioielli in legno intagliati da abili maestri artigiani. Queste affascinanti casette sono in realtà veri e propri orologi che , allo scoccare di ogni ora, segnano il trascorrere del tempo con un uccellino che, come per magia, esce dalla sua porticina e imita il verso del cucùlo. Proprio a queste meravigliose opere d'arte si è ispirata la nostra Food Artist Tiziana Bollero per realizzare una casetta a cucù tutta da mangiare. Scopri nell'articolo la fiaba-ricetta di Elena Bellarte che ci racconta il valore e la bellezza dell'essere unici. I personaggi della storia come sempre sono gli ingredienti della ricetta che trovi in fondo all'articolo.

 

“Cipi, Cipi, cip.. e la neve scende fino a qui..”

 

Il cinguettio si diffuse in tutto il paese di Cremoliv, finalmente i giorni di festa erano imminenti ed i primi fiocchi iniziavano ad appoggiarsi sul terreno brullo.

Crakstic, il merlo indiano, gorgheggiava preparandosi all’assolo, mentre i piccoli uccellini canterini lo accompagnavano nel coro, ma la malinconia li prese di sorpresa
ripensando al loro amico Formacip, partito per una grande avventura e non ancora tornato.

Non sarà la stessa cosa senza di lui, metteva così tanta allegria con le sue liete canzoni di Natale..

 

Chissà dove si trova adesso” dissero i cantori ed il merlo si risentì di quel legittimo pensiero, quindi si mise sul tetto e tacque. Doveva trovare qualcosa per non far rimpiangere l’assenza, voleva fare un’esibizione identica alla sua che si ricordasse nei tempi futuri, così provò e riprovò fino a rimanere senza voce.

Semizuc, il vecchio maestro di canto passò sotto il tetto e sentì lo stridere delle note invece della melodia della straordinaria voce di Crackstic, guardò verso l’alto, e vide che il merlo teneva la testa sul petto singhiozzando e con un battito d’ali si avvicinò a lui.

 

“Cosa ti affligge tanto da esser così disperato amico mio?” gli domandò il Maestro mentre Crackstic continuava a far diniego con la testa..
“Sono uno sciocco Maestro, la mia superbia mi ha danneggiato.

Volevo superare il ricordo che avevano tutti di Formacip, partito e mai tornato; 
tutti parlano un gran bene di lui e non considerano il mio canto, così ho sforzato troppo la mia voce per esercitarmi fino a consumarla e ora non solo il suo ricordo sarà ancor più sentito, ma io non potrò più cantare.

 

Il vecchio Maestro di canto lo abbracciò, mentre la neve scendeva ormai abbondante,” Vieni con me” gli disse e lo condusse di fonte a Casa Tramezzino, in Via della Piada, dove risiedeva un vecchio Cucu.

 

Sai, da ragazzo avevo un obbiettivo: superare di gran lunga Wasabec, il fringuello che cinguettava melodiosamente ogni ora, uscendo con il petto fiero dalla porticina del Cucu’.

Ogni ora ero qui sotto con il viso all’insù, studiavo ogni minimo dettaglio, la sua postura e la sua intonazione, il suo panciotto con la cipolla d’oro infilata nel taschino, era perfetto,
armonioso e fiero. Io dovevo essere ancor meglio ed ho dedicato la mia intera giovinezza a perfezionarmi, a diventare proprio identico a lui.

L’infausto giorno in cui se ne andò, 
fui così orgoglioso di prendere il suo posto, che mi spinsi oltre l’immaginabile, feci un assolo per catturare l’attenzione di tutti, per far capire che ero il migliore. 
Non andò come previsto però, tutti dissero che ero proprio identico a Wasabec, che niente di nuovo c’era in paese e quindi nulla cambiò.
Nessuno stava sotto il cucu’ ad ammirare le mie uscite.

Ero solo una copia, seppur perfetta ma soltanto una copia.
Lì capii il valore dell’originalità, dell’essere unici, del non ripetere un repertorio che appartiene ad un altro, ma crearsi il proprio stile e farsi ricordare per questo.

Nessuno ti ricorderà per essere una buona copia, ma soltanto se spiccherai il tuo assolo con il tuo cuore e la tua anima.”

 

 

Cracistic comprese le parole del vecchio Maestro e imparò la lezione, ognuno si distingue per ciò che è, per la propria forza e la propria personalità e originalità. 
Mai imitare gli altri, ma distinguersi, differenziarsi sempre, solo così si potrà essere ricordati per la nostra unicità.

La neve imbiancò tutto il paese e una strana aria felice si diffuse. Lo spirito natalizio era arrivato, finalmente..

 

Qui sotto trovi gli ingredienti e i passaggi per rifare e gustare la creazione.

Aspettiamo le foto! Le pubblicheremo in un articolo dedicato!

 

Torta tramezzino Cucù

 

Ingredienti 

  • Una piadina
  • Una cf pane da tramezzini a fetta quadrata
  • 4 Fette wasa
  • Stick e bretzel da aperitivo
  • Qualche cracker
  • 2 cf formaggio spalmabile
  • 1 tazza pangrattato
  • 1 mazzetto aromatico
  • 1 pezzetto di provolone
  • 1 fetta di formaggio tipo edamer
  • 1 carota
  • 1 cf olive nere denocciolate
  • Semi di zucca

 

Procedimento 

Farcitura a piacere per i tramezzini

Tritare le erbette aromatiche con il pangrattato. Tenere da parte qualche rametto di rosmarino.

Preparare la copertura del cucù frullando una confezione di formaggio spalmabile con le olive. Aggiungerne poche alla volta fino ad ottenere il colore desiderato.

Preparare l’orologio decorando la fetta di formaggio con pezzetti di oliva e carote.

Preparare l’uccellino con due sfere di formaggio ed un pezzetto di carota per il becco.

Farcire a piacere i tramezzini e sovrapporli. Tenere da parte due fette di pane.

Spalmare la piadina con il formaggio e spolverizzare con il trito di pane ed erbette

Sovrapporre la torta tramezzino e rivestirla di formaggio alle olive

Applicare l’orologio

Preparare la finestrella incastrando i cracker nei tramezzini e sistemare l’uccellino

Decorare la facciata con gli stick da aperitivo

Da una fetta di pane ricavare due triangoli, spalmarli di formaggio alle olive e sistemarli sulla torta tramezzino.

Appoggiare le fette wasa x formare il tetto. Utilizzare sempre il formaggio come collante. Decorare con rametti di rosmarino.

Dalla seconda fetta di pane ricavare 1 o più pini, spalmarli di formaggio e spolverizzarli con il trito di pane.

Preparare la panchina e altre decorazioni a piacere

Tagliare le olive a rondelle, praticare un taglietto ed incastrarle a formare due catenelle.

Creare i ‘pesi’ del cucù con una cucchiaiata di formaggio sul quale applicare i semi di zucca per renderli simili a pigne.

Creare i ‘pesi’ del cucù con una cucchiaiata di formaggio sul quale applicare i semi di zucca per renderli simili a pigne.

 


Credits

Ricetta di Tiziana Bollero

Foto elaborata da Daniela Arezzo

Fiaba di Elena Bellarte

Redazione e grafica Silvia Grassini

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