I riti… I riti sono gesti che segnano profondamente i nostri ricordi e i legami con le persone che abbiamo incontrato nella nostra vita.
Il ripetersi continuo delle cose che sembrano annoiare da bambini e da ragazzi, diventano invece perle preziose in età adulta, e mi ritrovo a sorridere ripensando a tutti quei pranzi dalla nonna il giovedì, dove il menù era sempre lo stesso, o a quella tenda del cucinino da cui uscivo per fare il mio spettacolino davanti al nonno che mi applaudiva.
Ma se dovessi scegliere un rito che mi ha accompagnato per tutta la vita ed è stato costante nei vari legami, quello è sicuramente il momento del caffè.
I primi caffè da bambina, dai miei nonni, di nascosto dai miei, mi facevano sentire grande.
Poi ci sono stati i caffè con le compagne di studio, quelli che segnavano il ritmo tra un esame e l’altro.
E poi i caffè sui tavolini del bar o a casa con le amiche, dove ci si perdeva nelle chiacchiere, nelle confidenze e nei segreti.
Dopo è arrivato il tempo del caffè con mio marito, la mattina e dopo cena, che segnava il tempo in cui ci si raccontava i progetti o gli eventi della giornata.
E ora il caffè anche con le mie figlie, oramai diventate adulte… mi sembra di conoscerle meglio quando si aprono davanti ad un caffè!
Il rito del caffè… mai da sola, mai di fretta, mai in piedi.
Il caffè per me è sinonimo di relazione, di entrare in sintonia con l’altro, di ascolto.
Ed è per questo che la mia ricetta non ha legami con gli aromi, i sapori di una volta, ma richiama ai miei riti di ieri, di oggi e di domani.
Avrei potuto presentare un piatto che sapeva di caffè, ma se ci penso bene, non è il caffè il protagonista del mio rito, ma la tazza che lo contiene.
Piccola, grande, colorata, di vetro… non importa di che forma sia, e in fondo non è importante neanche quello che c’è dentro: il momento in cui si prende una tazzina in mano è quello in cui ti dico: ora ho un po’ di tempo per te!
Ecco perchè la scelta è caduta sul mio “servizio di zucchine”.
Un piatto che mi ricordi che il tempo dedicato agli altri non è mai tempo perso, che i legami con le persone che non ci sono più continuano a vivere grazie ai “riti condivisi” e che è di vitale importanza ogni giorno, fermarsi, respirare, ascoltare, vivere.
Queste zucchine hanno radici nel passato, i profumi che sprigionano sanno di convivialità nel presente ed i fiori che contengono raccontano dei frutti (e dei caffè) del futuro.
Il racconto “Servizio di zucchine”, ha partecipato al concorso Il Profumo dei Ricordi di MySocialRecipe, premiato con la menzione speciale da Italia a Tavola, media partner del contest, clicca qui.

Preparazione: lavare e cuocere a vapore le zucchine per una decina di minuti (devono rimanere croccanti). Farle raffreddare e praticare un taglio poco oltre la metà asportando la calotta superiore. Da ognuna di queste calotte rimosse, tagliare una fetta rotonda con cui realizzare il piattino e un’altra mezza fetta da cui ricavare il manico. Svuotare le zucchine.
Dalla fetta di prosciutto cotto ricavare dei fiorellini. Passare in padella la polpa delle zucchine con del prosciutto tritato e gli aromi misti. Aggiungere l’uovo, il pangrattato, il sale e la ricotta (Il pangrattato si mette nell’impasto qualora risultasse troppo “bagnato”). Con questo composto farcire le zucchine e terminare la cottura in forno a 180°C per una quindicina di minuti. Con il gambo di sedano realizzare dei cucchiaini da accompagnare alle zucchine.
Buon appetito!


