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A Carnevale piovono arance

Giovedì grasso si avvicina e in onore allo Storico Carnevale di Ivrea e alla famosa battaglia delle arance, nella cucina di mia sorella Tiziana Bollero una semplice zucca si é trasformata in uno sformatino ripieno di radicchio e taleggio. A carnevale ogni scherzo vale ma qui non si scherza, provare per credere

È CARNEVALE E PIOVONO ARANCE!

È successo di nuovo!

Ogni volta che vado a trovare mia sorella Tiziana riesce sempre a sorprendermi e resto là un po’ imbambolata a guardare le sue creazioni.

Lasciate che vi spieghi.

Lei fa la Food Artist, un mestiere ai più oscuro. Osserva gli alimenti, progetta, assembla, cucina, impiatta e poi riparte.

Immaginate la scena: io seduta su uno degli sgabelli della sua cucina che racconto cose mie e lei che, questa volta, armeggia con zucca, patate, formaggio, radicchio.

Ogni tanto mi fa assaggiare qualcosa, mi chiede come è di sale, pepe, sapore. Mescola, assaggia, fa smorfie, riprova, annuisce. Io osservo, evito gli schizzi, mi riparo dagli sbuffi di vapore. Non ho ben chiaro cosa stia facendo, vedo però che sta sfornando uno stampo in Silpat con delle mezze sfere.

I suoi occhi ammiccano e mentre completa la sua creazione, mi ricorda che siamo a Carnevale.

Per un Canavesano, il Carnevale significa solo una cosa e mentre questo pensiero si sta formando in me, ecco che mi mostra ancora calde di forno quelle che io ho chiamato LE ARANCE DELLA RIVOLTA

 

 

L’immagine ha risvegliato in me un ricordo fisico, con una fitta alla spalla destra che mi riporta a quel pomeriggio di tanti anni fa, quando con berretto frigio ben calato in testa ho ricevuto il battesimo della Battaglia delle arance: un bel tondo frutto arancione di 8 cm di diametro è atterrato sulla mia spalla, lanciato sicuramente da un braccio muscoloso, con conseguente livido per un paio di settimane.

Che giornata! Non posso fare a meno di sorridere pensandoci.

Dovete vivere almeno una volta nella vita lo Storico Carnevale di Ivrea per capirlo bene. La folla, le risate, i cori di battaglia, il suono di pifferi e tamburi, l’acre profumo di agrumi che invade la città, la passione e la determinazione negli occhi degli aranceri a piedi (il popolo stufo e vessato) contro quella degli aranceri sui carri (gli invasori, le truppe del dittatore).

La Bella Mugnaia che, come dice la leggenda, per ribellarsi allo jus primae noctis uccise il barone con la sua stessa spada, cammina ancora oggi fiera al braccio del Generale e regala caramelle e mimose al popolo.

Che spettacolo ragazzi! Che adrenalina! 

 

E ora qui, davanti a me in questa cucina, vedo una zucca che si ribella al suo destino di zuppa e risotto, fiera di autodeterminarsi e mostrare tutto il suo carattere nascosto, deciso ma avvolgente, ricco di contrasti e meraviglia, e diventare una… arancia!

Dovete assolutamente assaggiare queste ARANCE DELLA RIVOLTA e rifarle a casa, nelle vostre cucine.

Inoltre, a Carnevale ogni scherzo vale!

Pensate che divertente sarà stupire i vostri commensali portando in tavola delle arance come piatto principale anziché come frutta!

Non so dirvi come replicare il piatto: io sono diventata l’assaggiatrice ufficiale in questo gruppo di Food Artist e sono qui per raccontarvi la mia esperienza (mi invidiate un po’, vero?).

 

 

Vi consiglio di cliccare qui per avere tutte le info e imparare questa nobile arte che porterà le vostre capacità in cucina ad un livello più alto, quello artistico, dove bontà e bellezza si intrecciano per diventare stupore. 

Non mi resta che augurarvi buon divertimento e buon appetito.

Ah, sì, una raccomandazione: queste arance… non lanciatevele addosso, mangiatele!

Al prossimo assaggio, Roxy.

 

*Curiosità: il 100% dei circa 600 quintali di arance utilizzate durante i giorni di battaglia è destinato al macero, non servibili in tavola e non destinate a spremute o derivati vari. Le arance arrivano principalmente dalla Calabria e dalla Sicilia appositamente per la manifestazione, la produzione è tracciabile e certificata dalla Prefettura.

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Piacere di conoscerti, siamo SilviaTiziana e Sara e formiamo il Team di CucinaWOW.

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Vogliamo comunicare un nuovo approccio al cibo, una filosofia di pensiero in ambito culinario che coniuga passione per la cucina e creatività capace di guardare al di là della forma, sostenibilità che non tollera gli sprechi e rispetto infinito per il valore del cibo stesso che, prima di tutto, è vita.

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