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Educazione alla bellezza. Il bello dentro o fuori?

Diciamo spesso che nei Laboratori CucinaWOW è possibile sperimentare la bellezza con tutti i sensi. Conoscere gli ingredienti, manipolarli, trasformarli in ciò che per noi è bello ci permette di vedere il cibo da un altro punto di vista. Ma cosa significa e perché è così importante l'incontro con il bello, con il sé e con l'altro per la nostra vita? Ce lo spiega in questo articolo Chiara Giudici psicologa e psicoterapeuta ad orientamento corporeo.

La cultura a cui apparteniamo ha esplorato il tema della bellezza arrivando a creare due opposte fazioni: quella della Bellezza interiore e quella della Bellezza esteriore.

L’una si volge allo spiritualismo come ricerca interiore, segue una direzione tendenzialmente ascetica, fatta di disciplina, pratica quotidiana, rigore economo e impegno e guarda dall’alto al basso l’altra, che si volge verso l’apparire e cura l’esteriorità della forma, cerca il plauso degli altri, si muove spandendo e sperperando senza dolersi minimamente di tale edonismo.

Sono come una coppia che non si parla, dove l’uno guarda l’altro con un certo disprezzo, mentre l’altro tende a non vedere proprio il primo.

 

Dove sta la bellezza?

Una delle due categorie la detiene veramente?

L’eccessiva rigidità, l’idealismo e la sicurezza della prima mi portano a diffidare: c’è un che di pesante… mentre la bellezza è leggera, nasce dalla spontaneità.

Dall’altro lato la bellezza esteriore è la rappresentazione della maschera, il teatro che fabbrica il guscio, il bel pacchetto che all’interno può rivelarsi vuoto.

Possiede leggerezza ma è inconsistente, priva di vitalità.

 

Cos’è dunque il bello?

I bambini hanno quella dimensione di purezza e spontaneità, che nasce dalla vitalità non ancora stroncata dall’esperienza.

Il loro movimento spontaneo verso il mondo è, a mio avviso, pura bellezza. Infatti, essendo pieni di bellezza al loro interno, si stupiscono continuamente per la bellezza, che trovano intorno a loro.

 

I bambini vedono con facilità il bello, anche laddove un adulto faticherebbe a coglierlo!

 

Quando abbiamo la sensibilità di ascoltare i più giovani, possono aprirsi finestre su dettagli che non avremmo mai notato da soli.

Potremmo ipotizzare, a partire da quanto stiamo esplorando, che la bellezza nasca dunque da un’esperienza soggettiva di piacere, spontanea e non ricercata con fatica (l’aveva già supposto Kant… non gasiamoci troppo!)

È molto interessante tornare a questo filosofo e riscoprirne l’attualità: l’oggetto bello attiva il meccanismo conoscitivo, che altro non è che un dialogo tra immaginazione e intelletto.

Tradotto, questo significa che:

 

se riusciamo ad offrire proposte educative che abbiano la bellezza al loro centro, con tempi e spazi per poterla cogliere, offriamo una base per lo sviluppo della capacità riflessiva!

 

 

Facciamo un esempio concreto per capire di cosa stiamo parlando.

Sono davanti a un fiore, un tramonto, un quadro, una musica, un testo, ecc…

Mi sento attratto, mi soffermo ad osservarlo con i cinque sensi. Nascono dentro di me delle rappresentazioni per cercare di comprendere l’esperienza dei miei sensi, ma l’oggetto della bellezza non è mai completamente rappresentabile, perché è determinato dal mio percepirlo.

Si riesce a cogliere il potere creativo e riflessivo di tale atto di contemplazione?

 

 

Quando contempliamo la bellezza si creano le condizioni migliori per poter sentire noi stessi.

 

Nel contatto con ciò che è bello, noi riconosciamo le nostre risorse e potenzialità, siamo anche noi bello nel bello.

Il fatto poi che la contemplazione della bellezza sia possibile attraverso i sensi, attraverso l’attività del percepire, rende il processo riflessivo libero dal giudizio e ci spiega come l’attività del giudicare non possa proprio, per sua natura, essere fonte di conoscenza.

 

Il bello è negli occhi di chi lo contempla. Hume

 

Se ripensassimo la formazione dei nostri bambini a partire da queste premesse? Immaginate…

Avremmo cittadini capaci di pensare, riflettere e non stare nel giudizio.

Contribuiremmo a creare uomini e donne in contatto con le proprie risorse e con quelle altrui!

Immaginate se mettessimo i genitori e gli insegnanti nelle condizioni di cogliere il bello che hanno davanti ai loro ragazzi, che circolo virtuoso andremmo a creare!

Che cos’è per te il bello? Ne parliamo nei commenti

Sul mio blog trovi un altro articolo collegato  a questo

 

Le foto  presenti nell’articolo sono di Silvia Grassini e sono riferite ai Laboratori di cucina creativa per bambini e famiglie

 

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Piacere di conoscerti, siamo SilviaTiziana e Sara e formiamo il Team di CucinaWOW.

Abbiamo origini e DNA diversi, ma amiamo con la stessa intensità le cose bellebuone ed etiche… nella vita, sul lavoro ed anche a tavola!

Vogliamo comunicare un nuovo approccio al cibo, una filosofia di pensiero in ambito culinario che coniuga passione per la cucina e creatività capace di guardare al di là della forma, sostenibilità che non tollera gli sprechi e rispetto infinito per il valore del cibo stesso che, prima di tutto, è vita.

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