Che possiamo fare, allora, per attraversare questo periodo senza farci abbattere e senza farci prendere dal panico?
Sfruttiamo l’opportunità che inaspettatamente ci viene data, si ma come?
Sono, in generale, un’ottimista e forse ormai avete imparato a conoscermi. Come tutti ho avuto alti e bassi, ma ho avuto anche buoni maestri che mi hanno insegnato a guardare lontano e a coltivare l’abitudine dell’ottimismo, che significa essere in contatto con la realtà e con il proprio spirito, facendo il meglio possibile in previsione di ciò che può accadere e che sicuramente accadrà.
Il buon Seneca, che tante volte ho dovuto tradurre ai tempi del liceo, diceva:
“Per aspera sic itur ad astra.”
Attraverso le asperità si arriva alle stelle

Nasi all’insù che ammirano le stelle – Pancake, ciliegie sciroppate e stelle di frolla
Seneca era ben consapevole di come le difficoltà fossero in grado di forgiare il carattere di un essere umano.
Tante volte, siamo tentati di cercare delle scorciatoie, ma cercare di ottenere qualcosa senza fare sforzo alcuno o cercando di fare i furbetti è la peggiore maledizione che possiamo augurare a noi stessi.
Ah, che bello se potessimo mettere indietro le lancette dell’orologio e la nostra vita tornasse a come era prima del 31 gennaio!

Orologio cucù – Torta di tramezzini farcita
Ma tutto cambia nella vita, spesso indipendentemente dalla nostra volontà e desiderare che tutto resti immutato nasconde solo le nostre paure.
Non lasciamoci sopraffare e sfruttiamo il tempo.
Ecco allora 3 consigli per combattere la noia e fare qualcosa di utile
1 prendiamoci cura di noi stessi
Un buon sonno, un leggero esercizio fisico quotidiano, mettiamo in ordine finalmente la dispensa o la cantina, dedichiamoci a una sana alimentazione.
Ecco! Potremmo programmare i pasti settimanali, così da avere sempre idee pronte (e qualche piatto in congelatore) per quando si tornerà alla consueta vita frenetica.
2 condividiamo l’esperienza con gli amici
Dove non arriva la mia fantasia, magari arriva la tua no? Diamoci una mano! Siamo tutti nella stessa barca.
È il momento di essere più riflessivi e meno reattivi: guardiamoci dentro, guardiamoci negli occhi, camminiamo compatti.
Usiamo i mezzi di comunicazione in modo creativo per restare in contatto con i nostri cari.
Video chat di gruppo, aperitivi a distanze, partite a scacchi online, cucinare insieme….
3 coinvolgiamo i bambini in attività varie
È ora di svegliare il Peter Pan che è in noi!
Di cose da fare in casa ce ne sono sempre.
Non possiamo certamente piazzarle i nostri figli davanti alla TV tutto il giorno!
Possiamo coinvolgerli nella pulizia della loro camera, nella riorganizzazione della libreria, in lavoretti con colori e pennelli o ancora potremmo unire l’utile al dilettevole e coinvolgerli nella preparazione dei pasti. Rendere i nostri piccoli protagonisti in cucina è una soluzione molto efficace per convincere anche quelli più diffidenti ad assaggiare verdure e cibi sani ed a scoprire nuovi sapori.
Per questo le Food Artist di CucinaWOW ci hanno preparato una raccolta di carte/ricette da con semplici creazioni che potrete rifare a casa stimolando la creatività dei vostri piccoli.
Un piccolo diversivo per spostare su altro il nostro pensiero. Qui trovare l’articolo e il link per scaricare gratuitamente le 12 carte, Buon divertimento!!!
Guardiamo a questo momento con ottimismo, non pensiamo che la vita sia una successione di ostacoli e di opportunità e che questo sia solo un periodo difficile da superare al più presto.
Ogni accadimento è sia un ostacolo sia un’opportunità, a seconda di cosa decidiamo di fare: coglierlo o subirlo.
Ostacolo o Opportunità?
A noi la scelta.
Roxy
Se ti è piaciuto l’articolo, dimmi cosa ne pensi e scrivi cosa hai escogitato tu per rendere questo periodo più proficuo per te e i tuoi cari.
*Curiosità storica.
Lo sapevate che la “quarantena” è stata inventata a Venezia per arginare la diffusione della terribile Peste Nera che tra il 1347 e il 1359 sterminò il 30% della popolazione europea? I quaranta giorni dipendono dal fatto che si riteneva che dopo questo lasso di tempo un ammalato di peste non fosse più contagioso. In realtà la malattia era diffusa dalle pulci dei topi, che dopo la quarantena erano sempre vivissime, ma il numero ebbe ugualmente successo perché presente nelle tradizioni popolari, nei passi biblici (40 gli anni trascorsi dal popolo di Israele nel deserto; 40 giorni e 40 notti durò il diluvio; 40 giorni e 40 notti Mosè rimase sul monte; furono 40 i giorni di Gesù nel deserto…) e nella liturgia cattolica (quaresima ecc.).



