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Vuoto o pieno? Come organizzare il tempo in famiglia durante la quarantena

Mi chiamo Chiara Giudici, sono una psicologa-psicoterapeuta ad orientamento corporeo. Ho accolto con piacere la proposta di collaborazione con CucinaWOW, che svolge un lavoro di cura nel coltivare il luogo in cui viviamo per renderlo più confortevole a tutti. Trovo che il lavoro di queste tre donne non sia una mera creazione di bei piatti, ma un lavoro di educazione alla bellezza e alla convivenza civile, che vengono insegnate attraverso il gioco e il divertimento.

Sento questo molto affine al mio modo di concepire l’educazione e al senso con cui io stessa propongo gli articoli sul mio blog

Grata di poter scrivere anche per voi, lettori di CucinaWOW vado a cominciare il mio primo articolo, con l’idea di offrire un sostegno ai genitori che si ritrovano a dover gestire la famiglia durante la quarantena.
Proverò a mettere in luce alcuni aspetti importanti e vi darò dei consigli per trasformarli in opportunità.

 

1. La noia

In questo momento in cui siamo forzati a rimanere chiusi in casa, è importante trovare il modo di strutturare il tempo, senza eccedere troppo però, perché l’occasione di stare nella noia è preziosa, particolarmente per i ragazzi.

Stando in contatto col vuoto del non far nulla entriamo in contatto con i nostri limiti e le nostre risorse.

Annoiandoci creiamo le condizioni per poter sentire il desiderio da cui può prendere forma la creatività.

Desiderio e creatività sono i due pilastri della formazione di una personalità che funziona bene.

I nostri figli vivono in una società che ha levato loro quasi completamente la possibilità di sperimentare il vuoto di stimoli e quindi, senza volere, ha impedito loro di imparare ad ascoltarsi, occupando tutto il loro tempo con qualcosa da fare. Lasciare che sperimentino la noia, approfittando di questa clausura forzata per via del Covid-19, può diventare un’occasione fruttuosa.

Per noi adulti però è più faticoso lasciare che i figli si annoino, piuttosto che organizzare loro la giornata con tante attività o metterli davanti ad uno schermo.

Non essendo abituati a non sapere che fare, probabilmente si lamenteranno molto, verranno a cercarci di più, saranno insofferenti e nervosi e litigiosi tra loro, nel caso dei fratelli.
Se sapremo, come genitori, tollerare un po’ questa fatica, vedremo fiorire giochi spontanei e interazioni tra i bambini e con noi, diverse dal solito.

Sono esplorazioni preziose delle loro capacità (anche delle nostre) e delle diverse possibilità di stare in interazione, che allargheranno anche i loro orizzonti futuri.

Stando un poco in questa fatica daremo loro la possibilità di scoprire che qualcosa può nascere direttamente da loro, che non ci sono solo i giochi strutturati proposti dagli adulti, gli sport con regole ben definite, le materie scolastiche o la televisione e i videogiochi.

Sentire la mancanza dell’altro (anche del genitore, che in quel momento è li presente, ma si fa i fatti suoi), non tappare tutti i buchi, consentirà loro di sentire il desiderio degli altri

Scommetto che a più di uno dei vostri bambini avrete sentito dire in questo periodo: “voglio tornare a scuola!”… e chi mai l’avrebbe detto che avrebbero sentito nostalgia della scuola?!

Ma, come dicevo all’inizio, un minimo di strutturazione serve loro per orientarsi e non sentirsi soli, abbandonati in un periodo come questo, dove tutto è stato ribaltato e l’ansia arriva inevitabilmente anche a loro.

Andiamo a vedere allora quali regole possiamo darci per la gestione della quotidianità.

 

2. L’organizzazione

Saper gestire la quotidianità è fondamentale per dare una forma al tempo della famiglia, che i genitori condividono o, meglio ancora co-costruiscono con i figli.

L’idea è quella di creare una cornice che contenga la vita famigliare, dandole un po’ di struttura.

Possiamo anche pensare di scrivere insieme il “Regolamento della Casa, durante la Quarantena”.

Ecco un esempio di giornata tipo da usare come base adattandola alle vostre esigenze.

Proviamo a fare qualche esempio per orientarci e capire meglio di cosa stiamo parlando.

Potrebbe esserci un orario di riferimento, seppur morbido, in cui ci si alza e in cui si va a letto; uno per i pasti; potrebbe essere previsto nel regolamento un momento da dedicare alla cura dei luoghi comuni (pulizia stanza, aiuto nelle faccende domestiche); così come gli spazi liberi da doveri (un tempo ampio sarebbe consigliabile, alla luce di quando spiegato prima sulla noia), quelli per i compiti e quelli per la TV o i videogiochi.

Sarebbe utile indicare che ci saranno momenti tutti insieme e momenti individuali o in cui i membri della famiglia si separano dividendosi (papà-figlia; fratelli-genitori; ecc.)

 

3. Il piacere di stare insieme

Sarebbe auspicabile inserire anche uno spazio per un’interazione che ci coinvolge come adulti, non solo nel dovere, ma anche nel piacere.

Qui vorrei fare una piccola digressione.

Sarebbe molto utile non aderire passivamente ai giochi che non ci piacciono: proviamo a non giocare per forza, ma a scegliere un gioco che sia una gradevole parentesi anche per noi adulti.
Possiamo adattare ai bambini le nostre attività o coinvolgerci in quelle loro, da cui ci sentiamo ispirati: lettura, sport, pittura, esperimenti culinari o scientifici, musica, giochi da tavolo, ballo, canto, invenzione di storie, rappresentazione di racconti, qualunque cosa va bene.

Qui sul blog ad esempio potete trovare un utile pdf realizzato dalle Food Artist di CucinaWOW, e scaricabile gratuitamente composto da carte/ricette per giocare inseme e divertirvi in cucina.

Ciò che conta è che ci sia un piacere per tutti. I figli sentono quando il nostro gioco è senza piacere, quindi non ha senso sforzarci.

Inoltre è molto utile che bambini e ragazzi imparino che il genitore è umano e ha cose che gli piacciono e cose che non gli piacciono, momenti in cui ha tempo e voglia per condividere un’attività e momenti in cui manca uno dei due presupposti.

Avendo rispetto di noi stessi e di ciò che ci sentiamo di fare come genitori, trasmettiamo loro il rispetto per se stessi e per gli altri.
Se invece non siamo tutti chiusi a casa e la nostra situazione familiare attuale ci costringe invece a lasciare i figli da soli per molte ore, proviamo a costruire con loro una griglia che dia delle indicazioni su come organizzare il tempo e poi, quando torniamo a casa dal lavoro, proviamo ad essere veramente con loro, scegliendo ciò che ci consente di stare bene insieme e non sforzandoci a fare ciò che non sentiamo nostro.

Queste regole non sono utili solo ai bambini, ma anche a noi adulti: se accogliamo la nostra fatica, la nostra solitudine, la nostra noia saremo più facilmente anche nell’ascolto delle loro.

E voi?

Come vi siete organizzati in questo periodo di quarantena? Scrivetelo nei commenti.

Ci sono altri temi che volete approfondire nei prossimi articoli?

Buona quarantena!

Chiara 

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Il team CucinaWOW

Piacere di conoscerti, siamo SilviaTiziana e Sara e formiamo il Team di CucinaWOW.

Abbiamo origini e DNA diversi, ma amiamo con la stessa intensità le cose bellebuone ed etiche… nella vita, sul lavoro ed anche a tavola!

Vogliamo comunicare un nuovo approccio al cibo, una filosofia di pensiero in ambito culinario che coniuga passione per la cucina e creatività capace di guardare al di là della forma, sostenibilità che non tollera gli sprechi e rispetto infinito per il valore del cibo stesso che, prima di tutto, è vita.

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